Il Distretto Popolare Evoluto nasce a Bologna dal lavoro decennale svolto dall’Associazione Planimetrie Culturali, sul territorio e con i cittadini, finalizzato alla ridefinizione del senso di comunità, al recupero delle pratiche di socializzazione ed integrazione attraverso l’attivazione dal basso di spazi in disuso per offrire e ospitare servizi sanitari, sociali, artistico-culturali dotati di una propria autonomia economica. Dopo i Distretti Industriali e i Distretti Culturali, nati come contenitori di attività basate sulla contiguità territoriale, ottimizzandone risorse ed economie, si iniziano a delineare (a partire da una serie di esperienze bolognesi) i Distretti Popolari Evoluti, generati da associazioni autoctone, iniziative private ed enti pubblici, particolarmente qualificati nelle politiche sociali e nelle economie di territorio.

 

L’economia di comunità rappresenta nel Distretto Popolare Evoluto quella dimensione di crescita e sviluppo che unisce i risultati economici conseguiti da imprese e organizzazione, ad obiettivi socialmente rilevanti. Il Distretto Popolare Evoluto é dunque un sistema di relazioni territorialmente delimitato, in cui si fondono il processo di valorizzazione delle persone e i settori produttivi inseriti all’interno dell’area. L’obiettivo è rendere più efficace il processo di rigenerazione sociale, offrendo opportunità di sviluppo di attività altrimenti impraticabili; e di ottimizzare la creazione, in scala locale, di un’economia intangibile basata su scambi orizzontali di tecniche, saperi, servizi. Una economia condivisa, motore di un nuovo welfare.